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TEST RAPIDI: LOMBARDI SBUGIARDATO DALL’ASL E DALLA REGIONE. ARRIVA LA DIFFIDA. INDAGINI IN CORSO.

Calvi Risorta: TEST RAPIDI: LOMBARDI SBUGIARDATO DALL’ASL E DALLA REGIONE.  ARRIVA LA DIFFIDA. INDAGINI IN CORSO.

Calvi Risorta: Dopo vari comunicati del Sindaco Lombardi, che ha tentato in ogni modo di giustificare la propria scelta di ricorrere ai test rapidi, arrivano le note del direttore generale dell’A.S.L. e dell’Unità di Crisi della Regione Campania, che sbugiardano il primo cittadino, in maniera perentoria ed ufficiale. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo l’intera vicenda. Con determina n. 84 del 7/4/2020, il comune di Calvi Risorta ha liquidato 7.320,00 €, a carico del bilancio comunale, “per la fornitura di n. 500 test sierologici rapidi”. Il 15 aprile, sul suo profilo facebook, il Sindaco scrive: “Con grande soddisfazione comunico alla cittadinanza che questa Amministrazione ha acquistato i test rapidi per l’identificazione degli anticorpi anti-Covid19. Nelle vesti di Autorità Sanitaria Locale e di medico, ritengo opportuno intraprendere una campagna di screening della popolazione più a rischio di contagio. L’obiettivo è quello di tutelare quanto più possibile la cittadinanza e, in generale, la pubblica incolumità…I cittadini che avranno fatto richiesta saranno contattati e, nel giro di qualche giorno, un medico, accompagnato da un infermiere, si recherà presso il domicilio del richiedente per l’esecuzione del test”. Il 16 aprile, con un altro post, Lombardi ci fa sapere: “Ringrazio gli operatori sanitari che ad oggi hanno manifestato la propria disponibilità ad eseguire i test rapidi presso il domicilio dei richiedenti...Smentisco categoricamente qualunque disposizione dell’Asl che vieti l’utilizzo di questi test…Il Sindaco, in qualità di Autorità Sanitaria Locale, ha la facoltà di gestire l’emergenza sanitaria territoriale nel modo con cui lo ritiene più opportuno purché non vada in contrasto con le normative vigenti”. Il 20 aprile viene pubblicato un nuovo comunicato del Sindaco sui test rapidi: “Tutti i test rapidi eseguiti fino ad ora hanno dato esito negativo…In merito all’esecuzione dei test e delle modalità di effettuazione, il Comune ha provveduto ad informare ufficialmente la Prefettura e l’Asl e, contrariamente a quanto sostenuto da notizie false e prive di qualunque valenza istituzionale, non è MAI arrivato nessun tipo di ostacolo nei confronti di questa iniziativa da parte di nessun ente…questa operazione di sorveglianza sanitaria...in nessun caso viola le normative vigenti”. Molto critico è stato il consigliere di opposizione, dott. Giovanni Marrocco, il quale ha ricordato come ad oggi non esista un solo test rapido validato, e che solo con il tampone vi è la certezza della infezione da COVID-19. In particolare, il consigliere evidenziava come il tipo di test acquistato dal comune avesse un’attendibilità di “circa l’80%”, quindi molto bassa se si pensa che per la “fase 2” ci vorranno test con una affidabilità superiore al 95%.Una posizione, quella di Marrocco, in linea con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Istituto Superiore di Sanità ed il Ministero della Salute, che in materia aveva già diramato la circolare n. 11715 del 3/4/2020, che bocciava l’utilizzo dei test rapidi per fini diagnostici. Il direttore generale dell’Asl di Caserta, dott. Ferdinando Russo, in una intervista rilasciata al quotidiano “Il Mattino”, aveva già da tempo definito l’utilizzo degli stessi “un’azione molto pericolosa” perché “si possono creare condizioni falsificate che possono disattendere il regime di isolamento e distanza sociale. Le uniche autorità preposte alla gestione sono la Sanità pubblica e le forze dell’ordine”. Quello del direttore dell’Asl di Caserta è apparso da subito come un intervento per fermare le iniziative dei “sindaci fai da te”, come quello del comune di Parete, caso trattato più volte dal TG3 regionale, ed ora di Calvi Risorta. Ma il Sindaco ha continuato in quella che oggi si è rivelata essere soltanto una farsa. Il suo “Smentisco categoricamente qualunque disposizione dell’Asl che vieti l’utilizzo di questi test”, era una bugia con le gambe troppo corte, tanto da ricevere una prima smentita da un medico di base di Calvi Risorta, la dottoressa Rita Ferraro, che sul suo profilo Facebook scriveva: “Si avvertono i signori pazienti che i test rapidi per il Covid 19 non possono essere effettuati per disposizione del Direttore Generale della ASL Caserta e pertanto io mi astengo da questo screening”! Siccome calvirisortanews è sempre alla ricerca della verità, ci siamo quindi attivati per venirne a capo, interpellando proprio l’ASL di Caserta. La risposta non si è fatta attendere, ed è davvero clamorosa, tanto da minare la residua credibilità politica del nostro Sindaco.È stato infatti lo stesso direttore generale dell’ASL di Caserta, dott. Ferdinando Russo, a riscontrare la nostra richiesta. Con una prima nota, di protocollo 103367 del 23/04/2020, il direttore ci ringrazia per la nostra segnalazione del 20/04/2020, circa la somministrazione di test rapidi nel comune di Calvi Risorta, informandoci di aver già provveduto alle dovute comunicazioni nelle sedi opportune. Vediamo allora quali sono queste comunicazioni adottate dall’ASL. La prima reca il protocollo n. 102084 del 21/04/2020, ed è indirizzata al Sindaco e al Prefetto di Caserta. Ve ne leggiamo alcuni passaggi. “Questa Direzione è venuta a conoscenza che la S.V. sta effettuando test rapidi ai cittadini di Calvi Risorta, non ancora pienamente validati dalla Comunità Scientifica”. Fermiamoci un attimo qui. Il direttore generale dell’ASL afferma, il 21/04/2020, di essere venuto a conoscenza della somministrazione di test rapidi, soltanto dopo la nostra segnalazione del 20/04/2020, mentre il Sindaco, il 20/04/2020, scriveva su Facebook: “In merito all'esecuzione dei test e delle modalità di effettuazione, il Comune ha provveduto ad informare ufficialmente la Prefettura e l’Asl”. Continuiamo ora a leggere la diffida dell’ASL di Caserta, dove viene allegata la circolare protocollo 1504 del 4/4/2020, emanata dall’Unità di Crisi della Regione Campania per l’emergenza COVID-19, esplicativa del “Protocollo operativo Test Rapidi”, che il Sindaco avrebbe dovuto conoscere a memoria. Ma a quanto pare non è così, perché il direttore Russo ricorda al nostro Sindaco che la predetta circolare del 4/4/2020, “ribadisce, chiaramente, che i soggetti deputati ad effettuare tale tipologia di test sono esclusivamente le strutture pubbliche ospedaliere ed aziendali” e che il disattendere tale disposizione “potrebbe essere foriera di gravi conseguenze per la salute della comunità stessa”. La circolare del 4/4/2020, sui test rapidi, è indirizzata all’ANCI Campania e ricorda a tutti i Sindaci che i test rapidi sono di dubbia validità scientifica, con il rischio di fornire risultati falsi negativi, nel senso che “possono indicare che una persona non ha ancora sviluppato gli anticorpi al virus, mentre potrebbe essere al suo massimo di contagiosità”. L’Unità di crisi regionale chiarisce che i test rapidi sono da destinare esclusivamente alle strutture pubbliche ospedaliere, per la somministrazione agli operatori sanitari, maggiormente esposti al rischio, con ripetizione periodica del test. Ma ancora più clamorosa è la nota protocollo 2033 del 22/04/2020, con la quale l’Unità di crisi regionale risponde alla richiesta del Prefetto di Caserta del 21/04/2020, circa la possibilità, per il Sindaco di Parete e per altri Sindaci, di procedere alla somministrazione di test rapidi. Ecco alcuni importanti passaggi di questa nota. “Si segnala ancora una volta nei confronti delle amministrazioni comunali, il contrasto di tali iniziative con le disposizioni regionali sul tema”. Ricordiamo che il Sindaco Lombardi, il 20 aprile, affermava invece: “questa operazione di sorveglianza sanitaria...in nessun caso viola le normative vigenti” e che “contrariamente a quanto sostenuto da notizie false e prive di qualunque valenza istituzionale non è MAI arrivato nessun tipo di ostacolo nei confronti di questa iniziativa da parte di nessun ente”! Ma un passaggio fondamentale di questa nota regionale è il seguente: “Un’ipotesi di somministrazione del test porta a porta o in ambienti diversi da quelli già previsti dal protocollo di questa unità di crisi comporterebbe momenti di aggregazione e affollamento che, in caso di reali infetti ma asintomatici, genererebbe ulteriori cluster epidemici vanificando il distanziamento sociale in atto…Inoltre, nell’ipotesi di eventuali positività, non potendo strutture diverse da quelle sanitarie pubbliche praticare tampone, si determinerebbe altro momento di possibile contagio nel trasferimento presso le strutture idonee. Senza considerare il gravissimo rischio correlato alla possibilità di falsi negativi e alle responsabilità connesse all’eventuale affidamento ingenerato in ordine alla assenza di positività nei soggetti interessati”. La conclusione cui arriva l’Unità di Crisi è che l’uso di test rapidi, al di fuori di un contesto ospedaliero, non è utile ai fini diagnostici ed è altamente sconsigliabile, a tutela della correttezza delle prassi sanitarie. Inoltre, la Regione diffida il Sindaco di Parete, e quindi tutti gli altri Sindaci che intendono operare allo stesso modo, “dal procedere in tale iniziativa, in contrasto con indicazioni sanitarie e regionali, e a coordinarsi con l’Azienda Sanitaria Locale di riferimento”. Ricordiamo che il Sindaco Lombardi sta operando proprio tramite il “porta a porta”, con sanitari volontari, che ancora il 23/04/2020, a due giorni dalla diffida dell’ASL di Caserta, andavano in giro a somministrare questi test inutili da un punto di vista diagnostico, esponendo la cittadinanza al rischio di focolai epidemici, per quanto riferito dall’Unità di crisi, con il rilascio persino di ricevute su carta intestata del comune e tanto di loro firma! L’ASL ha quindi inviato tutto il fascicolo ai Carabinieri per le indagini del caso. Riassumendo, il Sindaco, anche nella sua qualità di medico, avrebbe dovuto conoscere, almeno dal 4/4/2020, l’inutilità di tali test, con affidabilità dell’80%, per condurre screening di massa; la possibilità di somministrarli solo nelle strutture pubbliche; il rischio di somministrarli con il porta a porta; la necessità di raccordarsi con l’ASL, cosa che verosimilmente non è stata fatta; il contrasto con le indicazioni sanitarie e regionali. Incurante di tutto ciò, il Sindaco, con nota protocollo 3013 del 7/4/2020, ordina al responsabile finanziario di acquistare 500 test rapidi, buttando 7.320,00 € dal balcone di un comune sull'orlo del secondo dissesto finanziario! Questi sono fatti incontestabili, supportati da atti ufficiali, non dalle chiacchiere da bar del Sindaco, buone solo per qualche post su Facebook e per indorare la pillola ai creduloni.

25/04/2020 16:33:52   87.1.88.102 - Vito Taffuri

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