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AREA EX POZZI: È STATA DAVVERO UNA “GIORNATA STORICA”?

Calvi Risorta: AREA EX POZZI: È STATA DAVVERO UNA “GIORNATA STORICA”?

Calvi Risorta: Nella mattinata del 9 aprile 2019, sono stati avviati i primi interventi di messa in sicurezza dell’area “ex Pozzi-Ginori”, da parte della ditta “B. Recycling s.r.l.”, aggiudicataria dei lavori con la determina n. 30 del 8/3/2019. Gli stessi vengono eseguiti per conto della Regione Campania, che ha messo a disposizione un finanziamento di 50.000,00 € per la rimozione dei rifiuti pericolosi individuati nei terreni annessi alla suddetta area industriale, nel corso dei sopralluoghi effettuati dall’ARPAC nel 2015, per conto dell’autorità giudiziaria. Si tratta dunque di un intervento propedeutico alla successiva attività di caratterizzazione ambientale del sito e alla conseguente messa in sicurezza/bonifica dello stesso, da parte di “Invitalia S.p.A.”, mediante un intervento programmato da 15 milioni di €. Il Sindaco ed i suoi assessori, in un video pubblicato su Youtube, non hanno esitato a definire storica questa giornata, il primo intervento dopo decenni di incuria. Noi diciamo che l’iniziativa è senz’altro positiva per l’intero agro caleno, ma fossimo nel Sindaco eviteremmo dei toni così trionfali e vi spieghiamo il perché. In data 27/11/2017 è stato sottoscritto l’accordo con la Regione per la realizzazione di questi primi interventi di messa in sicurezza dell’area “ex Pozzi-Ginori”, secondo lo schema approvato con deliberazione di giunta comunale n. 41 del 10/11/2017. Il comune ha impiegato perciò circa 500 giorni per far partire dei lavori, della durata programmata di appena due settimane, che hanno però bloccato, per tutto questo tempo, la vera e propria bonifica dell’area, per la quale sono stati stanziati 15 milioni di €. Nel frattempo, a parte perdere la gestione diretta di questo mega finanziamento, il Sindaco si è reso protagonista di un doppio scivolone, unitamente all’apparato burocratico. Con l’ordinanza n. 45 del 14/07/2018, infatti, il Sindaco ha disposto la rimozione, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti presenti sull’area “ex Pozzi”, da parte di tutti i proprietari dei lotti. Una ordinanza che sin dal primo momento abbiamo definito inutile, perché emessa nel 2015 dall’allora Sindaco Marrocco, dando luogo già allora a sentenze di parziale annullamento da parte del TAR. Lo stesso Lombardi avrebbe dovuto dunque far presente questa circostanza alla Forestale, alla Regione e agli Organi inquirenti, evitando di emettere la medesima ordinanza del 2015, dall’esito scontato. Infatti, due delle ditte diffidate dal Sindaco hanno prontamente impugnato l’ordinanza n. 45/2018, ottenendone l’annullamento nella parte che le riguardava, con condanna del comune alle spese di giudizio. Con la sentenza del TAR Campania n. 5472 del 12/09/2018 il comune veniva condannato complessivamente al pagamento di 2.109,12 €, tra spese di giudizio e contributo unificato. Con la sentenza del TAR Campania n. 6813 del 22/11/2018, invece, il comune veniva condannato complessivamente al pagamento di 2.838,68 €, tra spese di giudizio e contributo unificato. Praticamente quasi 5.000,00 € andati in fumo per un uso improprio ed inutile che il Sindaco Lombardi ha fatto del potere di ordinanza. Ma non finisce mica qui! Lo stesso giorno in cui il Sindaco Lombardi Giovanni esultava in video per l’avvio dei primi lavori sulla “Ex Pozzi”, a 500 giorni di distanza dal finanziamento degli stessi, il TAR pubblicava la sentenza n. 1960/2019 del 19/03/2019 nell’ambito del giudizio di ottemperanza promosso dall’avvocato Luca Tozzi, quale difensore della “Edil Immobiliare San Marco”, per ottenere il pagamento della spese liquidate nella citata sentenza del TAR n. 5472 del 12/09/2018. Dopo la notifica della sentenza, infatti, l’amministrazione è rimasta del tutto inerte e tale comportamento omissivo ha determinato l’avvio di questo ulteriore giudizio di ottemperanza, che ha portato il TAR a dichiarare l’obbligo del comune di Calvi Risorta di corrispondere all’avvocato Tozzi le somme liquidate in sentenza, oltre agli interessi legali, entro 60 giorni, decorsi i quali si provvederà alla nomina di un commissario ad acta, scelto tra i funzionari di ragioneria della Prefettura di Caserta, i cui compensi saranno posti a carico del comune medesimo. Per finire, il TAR condanna il comune al pagamento delle spese anche di questo ulteriore giudizio, quantificandole in € 1.321,38! Riassumendo, il Sindaco ha emesso nel 2018 una ordinanza completamente inutile, fotocopia di una già emessa nel 2015 e cassata dal TAR, arrecando soltanto un danno di quasi 5.000,00 € relativo alle spese liquidate nelle sentenze amministrative di condanna del comune che, a causa della successiva inerzia nell’ottemperanza di una delle due, è stato condannato anche al pagamento di ulteriori 1.300,00 €! Parliamo di 6.300,00 € che potevano essere proficuamente utilizzati per sopperire alle tante criticità presenti sul territorio comunale e che invece se ne andranno in spese legali. Tutte queste spese, tra l’altro, sono a rigore dei debiti fuori bilancio che dovrebbero essere portati tempestivamente all’attenzione del consiglio comunale, ai fini del loro riconoscimento e finanziamento. Peccato che i debiti fuori bilancio non vengano più riconosciuti da dicembre 2015 e che nell’ipotesi di bilancio riequilibrato 2016/2020, giunto alla sua sesta versione, non ci sia tra le spese del biennio 2019/2020 nemmeno un centesimo di stanziamento per il finanziamento degli stessi. Che gestione sgangherata!


11/04/2019 00:51:27   87.10.37.8 - Vito Taffuri

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