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BOTTE E RISPOSTE, L'EX SINDACO CAPARCO BACHETTA ANCHE LA COMMISSIONE PREFETTIZIA CON DATI DI FATTO IN MANO

Calvi Risorta: BOTTE E RISPOSTE, L'EX SINDACO CAPARCO BACHETTA ANCHE LA COMMISSIONE PREFETTIZIA CON DATI DI FATTO  IN MANO

Calvi Risorta: Dopo la pubblicazione dell'articolo dal titolo "L'ORGANO STRAORDINARIO DI LIQUIDAZIONE QUANTIFICA UFFICIALMENTE LA MASSA PASSIVA (DEBITI) DEL COMUNE DI CALVI RISORTA CON LA DELIBERA N.1 DEL 26.1.2018", che annunciava lo stato debitorio del comune di Calvi Risorta, l'ex Sindaco Antonio Caparco, si è fatto sentire con una sua nota protocollata che smentisce tutto quello che in effetti, ha portato a termine il lavoro della commissione prefettizia ai tempi del commissario prefettizio Umberto Campini. Come sembra i dati sono inesatti come afferma Caparco. Attendiamo le osservazioni anche degli altri ex sindaci. Insomma, il dissesto c'è si o no nelle casse comunali della città di Calvi Risorta? Grande mistero che, speriamo che presto sarà chiarito.


La redazione di www.calvirisortanews.it




















Ecco la lettera di Caparco

Al Sindaco
Al Responsabile Finanziario
Al Revisore dei conti
Al Presidente del consiglio comunale
Ai capigruppo consiliari
SEDE


Oggetto: Applicazione articolo 258 del D. Lgs. 267/2000.

Il sottoscritto Antonio Caparco, consigliere del comune di Calvi Risorta (CE);
Premesso che:

● lo scrivente ha ricoperto la carica di Sindaco pro-tempore del comune di Calvi Risorta (CE) dal 9/6/2009 al 26/05/2014;

● con deliberazione dell'organo straordinario di liquidazione numero 1 del 26 gennaio 2018, l’OSL, effettuata una quantificazione del tutto presunta della massa debitoria (senza una verifica esatta e puntuale dei singoli debiti), propone alla giunta comunale di aderire, entro 30 giorni, alla procedura semplificata di cui all'articolo 258 del Tuel;

● questa procedura fa venire meno l’obbligo di predisposizione del piano di rilevazione della massa passiva, che avrebbe invece dovuto vedere la luce già il 9 giugno 2017;

● si ritiene inaccettabile che dopo 14 mesi di attività, l’utilizzo di personale del comune cui è stato autorizzato dello straordinario e l’individuazione persino di un consulente esterno (dott. Gagliarde), con tutti i notevoli costi che ne conseguono a carico della cittadinanza, non si abbia il diritto di conoscere puntualmente la massa debitoria;

● la massa viene quantificata, così, in maniera del tutto presunta, in circa 5,1 milioni di euro;
CONSIDERATO CHE:

● dalla lettura della deliberazione emergono una serie di gravi errori che portano a sovrastimare enormemente il reale ammontare della massa passiva;
RILEVATO IN PARTICOLARE CHE:

● l'importo dei residui passivi non può includere quelli per i quali i 70 creditori citati (le cui istanze vanno verificate) hanno presentato istanza di ammissione alla massa passiva, esame non effettuato;

● i residui passivi possono anche essere riferiti a lavori non ancora realizzati, come ad esempio l'ampliamento del cimitero comunale, e quindi vengono a mancare i criteri di certezza, liquidità ed esigibilità che dovrebbero avere le eventuali fatture, allo stato nemmeno esistenti;

● alcuni residui passivi “impropri”, si riferiscono, parimenti, a lavori non ancora eseguiti (ad esempio il II lotto dei lavori di adeguamento della palestra “Don Milani”) o ad espropri che, così come quelli prima indicati, sono già finanziati da mutui accesi presso la Cassa Depositi e Prestiti: così facendo, si arriva all’assurdo di richiedere un mutuo per il pagamento di lavori, in parte ancora privi dei necessari requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità, già finanziati da mutui;

● non è possibile richiedere un mutuo per il pagamento di residui passivi riferiti a lavori pubblici finanziati con i POR 2007-2013, e rifinanziati di recente con i POR 2014-2020;

● non esiste alcuna società di riscossione, soggetta a procedure fallimentari, come è invece indicato in delibera, che abbia in carico entrate dell'ente incluse nei residui attivi, poiché gli unici concessionari con i quali il comune ha intrattenuto rapporti sono la Publiservizi srl e la PubbliAlifana srl, entrambi in attività, come le SS.LL. dovrebbero sapere;

● molte fatture sono già finanziate con fondi a gestione vincolata (ad esempio la TARI) e verso alcuni creditori (ad esempio Impresud) il comune vanta a sua volta dei crediti;

● appare del tutto errata la quantificazione dei debiti fuori bilancio in 1,6 milioni di euro, tenuto conto dell'importo rilevato dal revisore al 30 settembre 2016, nonché del fatto che, ad esempio:
o le fatture della Euroeco srl non sono affatto dovute, così come attestato dal responsabile del settore tecnico, ing. Sergio Santillo, con nota del 2012 (prot. 6962);
o le fatture riferite al fallimento della Free Trade srl sono oggetto di un piano di rientro che va dal 2016 all'anno 2019, pertanto non sono immediatamente esigibili, non rientrano nella competenza dell'OSL (le quote scadute al 31/12/2015 sono già state interamente pagate) e per la loro natura vanno finanziate integralmente con le tariffe del servizio idrico integrato;
o l'ordinanza di assegnazione in favore della Gas Plus italiana SPA (che fa riferimento alle stesse fatture della Free Trade srl) è stata dichiarata inefficace con sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 823 del 6 marzo 2017;
o le sentenze esecutive notificate nell'anno 2016 rientrano, per consolidata giurisprudenza, nella competenza della gestione ordinaria (si veda, ad esempio, la sentenza del Consiglio di Stato n. 3669/2016 del 23/08/2016);
o vi sono contenziosi ancora in corso;
o molte cartelle di pagamento di Equitalia non sono dovute, poiché già definite, mentre il comune vanta a sua volta dei crediti verso Equitalia ed ha la possibilità, per la differenza, di aderire alla cosiddetta rottamazione agevolata (entro maggio 2018);
o l'anticipazione di tesoreria non restituita al 31-12-2015, non rientra nella massa passiva e nelle competenze dell’OSL, come chiarito nella legge di bilancio per il 2018;

● gli aggi di riscossione, così come tantissime altre fatture censite dai tecnici del commissario prefettizio, erano già state saldate alla fonte o regolarmente liquidate e pagate;

● parimenti erano insussistenti alcuni dei pignoramenti presso il tesoriere indicati nella relazione del revisore al dissesto, mentre altri fanno riferimento a fatture coperte in bilancio dai corrispettivi residui passivi e non possono essere conteggiati due o, addirittura, tre volte;

● molte fatture sono inesigibili poiché oggetto di procedure di pignoramento presso terzi;

● se non vengono quantificate con esattezza le risorse (massa attiva) da riversare all’OSL non potrebbe mai essere quantificato l’esatto importo del mutuo da richiedere;

● non corrisponde al vero il fatto che in bilancio vi siano residui attivi prescritti, perché per quelli più vetusti si è sempre regolarmente provveduto ad interrompere i termini di prescrizione e questi vengono, attualmente, riscossi mediante pignoramenti presso terzi (datore di lavoro del contribuente o i loro debitori);

CHIEDE

Di valutare attentamente quanto prima indicato e quanto proposto dall'organismo straordinario di liquidazione, sì da evitare l’adozione, sic et simpliciter, di una delibera con successiva richiesta di mutui di ammontare ben più elevato di quanto realmente necessario, con oneri a carico dell'ente.
Di pretendere, invece, dopo ben 14 mesi di attività (laddove il piano di rilevazione della massa passiva avrebbe già dovuto essere approvato entro il 9 giugno 2017), una verifica puntuale e dettagliata dei debiti, o almeno una attenta valutazione delle circostanze prima rappresentate, da completarsi nei 30 giorni assegnati, prima di valutare, l’adesione o meno, da parte del comune alla procedura semplificata di liquidazione.
È interesse di tutti, politici e cittadini, conoscere la verità dei fatti: non ci si può accontentare di cifre buttate lì per caso oggi (“presunti creditori”, “sommaria delibazione di questa Commissione”), non dopo 14 mesi, per poi rimandare la verità a tra qualche anno, quando si procederà con le liquidazioni.
Fiducioso che queste considerazioni, che ben possono costituire adeguate motivazioni per un eventuale diniego ad aderire alla procedura semplificata, vengano attentamente esaminate dalla giunta, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.

Calvi Risorta, 30/01/2018
F.to il Consigliere comunale
Antonio Caparco





31/01/2018 12:27:42   87.13.234.46 - Vito Taffuri

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