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L'AMMINISTRAZIONE PREFETTIZIA CAMPINI DICE DI ESSERE SENZA SOLDI. MA SARA’ VERO?

Calvi Risorta: L'AMMINISTRAZIONE PREFETTIZIA CAMPINI DICE DI ESSERE SENZA SOLDI. MA SARA’ VERO?

Calvi Risorta: In questi giorni abbiamo approfondito l’argomento del cimitero comunale, lasciato in uno stato di abbandono e di degrado assoluto, con le luci votive spente da mesi, sembrerebbe a causa di un semplice cavo elettrico e qualche fusibile bruciato, per la cui riparazione non si riuscirebbero nemmeno a trovare quelle poche decine di euro necessarie. Vogliamo anche sorvolare sul mancato avvio di opere pubbliche già finanziate, come il cimitero, la rete idrica, la palestra Don Milani o il Polivalente sul Parco Caleno, che evidentemente non sono alla portata dello staff tecnico messo in piedi dal Vice-Prefetto Campini. Ma restiamo letteralmente sbalorditi nel constatare come persino la manutenzione del cimitero, delle strade comunali o della rete idrica, oppure un semplice taglio dell’erba, cresciuta a dismisura nelle aree verdi pubbliche, siano divenute per questa amministrazione prefettizia, per mancanza di personale e di soldi, delle imprese titaniche, degne delle 12 fatiche di Ercole! Ci viene spontaneo pertanto chiederci quali soluzioni siano mai state messe in campo, da un anno a questa parte, per arginare un così clamoroso e conclamato fallimento amministrativo. Cosa si è mai fatto per far entrare qualche centesimo nelle dissanguate casse comunali? Cosa si sta facendo per il risanamento finanziario del comune? Lasciando stare, per un attimo, la mancata adozione di quelle azioni che avrebbero portato a consistenti risparmi di spesa, oppure le spese pazze fatte per consulenze o per l’organizzazione del Natale, anche dopo aver già dichiarato il dissesto, ci soffermiamo un attimo sulle entrate. Proprio riguardo al cimitero, per esempio, non si è provveduto ad appaltare, nell’anno 2016, il servizio di illuminazione votiva, con un danno erariale di 25.000,00 €, che unito a quello di almeno 450.000,00 €, che si consumerà nei prossimi 5 anni per il mancato adeguamento delle tariffe del servizio idrico, costituirà materiale di sicuro interesse per la Corte dei Conti. Ma al di là di entrate perse o in procinto di esserlo, il comune non procede nemmeno agli adempimenti necessari per riscuotere i trasferimenti dello Stato. Ci siamo infatti occupati, in precedenti articoli, del progetto dei "fabbisogni standard", istituito con il proposito di rappresentare le reali necessità finanziarie di un ente locale in base alle sue caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente, in una logica di federalismo fiscale. Anche quest'anno, per la sua attuazione, i Comuni avrebbero dovuto inviare, entro il 21 gennaio 2017, il nuovo questionario sui fabbisogni standard sui dati del 2015. Trascorso tale termine, con cadenza mensile, il Ministero dell'Interno ha provveduto alla pubblicazione dell'elenco degli enti inadempimenti alla compilazione di tali questionari, avvertendo che l’inadempimento comporta la sospensione, sino all'adempimento dell'obbligo di invio delle informazioni, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati all'Ente locale. L’ultimo comunicato è del 2 maggio 2017 e nell’elenco degli enti inadempienti figura anche il comune di Calvi Risorta che, alla data del 20 aprile, non ha addirittura nemmeno mai aperto i due questionari relativi ai “Dati strutturali” e ai “Dati relativi al personale e dati contabili”. E così un comune in dissesto non solo non riscuote le proprie entrate, ma si fa bloccare, per inadempienze amministrative, persino i trasferimenti dello Stato. E poi ci si lamenta che non ci sono soldi per sostituire un cavo elettrico al cimitero? E sul fronte del risanamento? Il primo passo sarebbe stato quello di approvare l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, dopo aver adeguato le tariffe idriche per garantire la copertura integrale dei costi del servizio, entro il termine perentorio del 21 febbraio 2017. Il termine è inutilmente scaduto da più di 70 giorni ed in qualsiasi altro comune d’Italia, non amministrato da un organo prefettizio, il consiglio sarebbe stato sciolto per gravi violazioni di legge. Ma chi lo dovrebbe mai elaborare tale bilancio? Forse quei consulenti finanziari che da febbraio lavorano in nero presso gli uffici comunali? Apprendiamo addirittura, da una nota protocollata da Antonio Caparco, che gli uffici comunali non fornirebbero nemmeno la documentazione necessaria perché la Commissione Straordinaria di Liquidazione possa procedere alla formazione del piano di rilevazione della massa passiva, cioè dei debiti che il comune avrebbe accumulato entro il 31 dicembre 2015. In altri termini, tra ostacoli frapposti alla rilevazione dei debiti e mancata adozione del bilancio riequilibrato, l’amministrazione Campini sta di fatto bloccando qualsiasi forma di risanamento, passato e futuro, del comune, accrescendone sempre più lo stato di degrado finanziario, cosa grave almeno quanto la mancata attuazione delle norme in materia di trasparenza dei dati, accertata dal nucleo di valutazione, o del protocollo di legalità, con sanzioni applicate alla ditta Fontana Giovanbattista, oggetto di interdittiva antimafia, rimaste soltanto sulla carta, oppure lo svolgimento del servizio rifiuti senza la stipula di un contratto. Ormai siamo rassegnati, ma di sicuro la prossima volta che il dottore Campini ci dirà che non può muovere una spilla perché non ha un centesimo, gli chiederemo senz’altro conto di tutte queste inadempienze e di quelle che gli abbiamo segnalato negli ultimi mesi, perché siamo stanchi di ricevere solo scuse di circostanza. Aspettando l’11 giugno il paese sta morendo e lo Stato ha fatto la sua parte perché ciò avvenisse!

04/05/2017 16:46:26   95.247.9.222 - Vito Taffuri

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