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Calvi Risorta: CONTROLLI SI, CONTROLI NO. CALVI RISORTA E ZONA NEUTRA NON ROSSA COME DA DECRETO DPCM

CONTROLLI SI, CONTROLI NO. CALVI RISORTA E ZONA NEUTRA NON ROSSA COME DA DECRETO DPCM

Calvi Risorta: Controlli nemmeno l’odore, verbali nemmeno a parlarne, persone fermate nemmeno le vanno a cercare, per chiedere loro cosa fanno in giro, senza un motivo comprovato come dal DPCM emanato dal governo Conte. Questa è la zona rossa a Calvi Risorta in provincia di Caserta, dove ogni uno fa quello che vuole, tanto le forze dell’ordine preposte al controllo non effettuano i controlli previsti. La gente se ne va a zonzo, la gente se ne frega del Covid 19 eppure Calvi Risorta fino adesso ha avuto 197 casi di contagi, mentre quelli in quarantena sono un numero sproporzionato, che nemmeno ci è concesso di conoscerlo, almeno secondo l’amministrazione comunale. Mentre succede tutto questo, alcuni assessori questa mattina pensavano bene di approfittare della giornata soleggiata, per poter fare assembramenti prima fuori e poi sulle scale del Comune, fregandosene del DPCM in atto, ma soprattutto violando le norme sull’emergenza Covid 19. Certo, gli amministratori della nostra cittadina, non sono nuovi a questi episodi di strafottenza civile e politica, ignorando per sé qualsiasi misura di contenimento e di assembramenti. In piena pandemia, durante la prima ondata di contagi, andavano in giro nella macchina del comune, che tra l’altro non avrebbero potuto utilizzare, ma come avrebbero fatto a consegnare i doni pasquali ai loro sudditi affezionati e facendone una vera e propria campagna elettorale, andando anche in tre, cosa che in quel periodo era assolutamente vietata. E che dire dei quasi 10.000,00 euro di soldi pubblici delle casse comunali per l’acquisto insensato e privo di qualsiasi logica di test rapidi che non rispettavano i protocolli regionali e del ministero della salute? Grazie al nostro intervento riuscimmo a far fermare questo obbrobrio dalle autorità competenti, ma ci volle l’intervento dei NAS dell’Arma dei Carabinieri per convincere il nostro amato sindaco Giovanni Lombardi a rispettare la diffida e a stoppare i test. Sempre grazie a noi di calvirisortanews dopo la nostra seconda segnalazione all’arma dei carabinieri riuscimmo ad ottenere lo stop dei test rapidi definitivamente. Insomma, una spesa di oltre settemila euro buttata nel cesso. E per cosa? Per la vanagloria del primo cittadino e la sua ansia di mettersi in mostra e catturare quanti più like possibili? Ma una ne fa e cento ne pensa, Giovanni! Due settimane fa, arruolavano una ditta privata per i tamponi ai dipendenti comunali, di cui però approfittavano anche loro, ovviamente con i soldi dei cittadini. Insomma, questi tizi non conoscono la vergogna politica. Non contenti delle continue gaffe che fanno, arruolano un'altra ditta privata per effettuare i tamponi ai cittadini, però stavolta a pagamento e ovviamente ben pochi hanno risposto all’appello. Perché avranno pensato, se il tampone me lo debbo pagare, allora la ditta me la scelgo io, non tu caro sindaco. E non se la prenda, non stiamo insinuando nulla. Signori, questo è Lombardi e la sua amministrazione. Se qualcuno riesce a raccontarla diversamente, lo faccia pure. Staremo qui ad ascoltarvi.

30/11/2020 19:01:33   95.247.192.222 - Vito Taffuri