Politica:
Calvi Risorta: TEST RAPIDI. IL SINDACO SI ARRENDE ALL’EVIDENZA…ATTENDIAMO ORA UN COMUNICATO UFFICIALE

TEST RAPIDI. IL SINDACO SI ARRENDE ALL’EVIDENZA…ATTENDIAMO ORA UN COMUNICATO UFFICIALE

Calvi Risorta:
Torniamo sulla questione dei test rapidi, per alcune notizie dell’ultima ora. Ne abbiamo parlato a lungo nei giorni scorsi, con articoli e dirette facebook, ed ora i fatti ci danno pienamente ragione. Dopo la diffida ricevuta dall’ASL di Caserta e dalla Prefettura, e la rassicurazione che il Sindaco avrebbe reso proprio al Prefetto e al direttore generale dell’ASL di Caserta, addirittura pure il Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si interessava, è arrivata infatti la sospensione dei test rapidi, in quanto contrari alle disposizioni sanitarie e regionali. Anche dopo la diffida dell’ASL del 21 aprile, in verità, i sanitari volontari hanno continuato per qualche giorno a somministrare il test “porta a porta”, con tutti i rischi che questa pratica può comportare, così come chiarito dall’Unità di crisi regionale. Ma alla fine il Sindaco Giovanni Lombardi ha dovuto arrendersi ed obbedire, davanti all’evidenza dei fatti, delle norme e delle diffide delle Autorità sanitarie e di ordine pubblico. Da giovedì perciò, chi ha provato a contattare l’assistente sociale per sapere il giorno in cui sarebbe stato sottoposto al test, si è sentito dire che non se ne fa più nulla perché i test rapidi sono stati sospesi. Dopo i tanti post con i quali il Sindaco Lombardi ha prima annunciato l’iniziativa, e poi cercato di difendere una pratica indifendibile, contraria ai protocolli sanitari regionali, ci saremmo però aspettati che comunicasse ufficialmente alla cittadinanza la sospensione dei test. Ci saremmo aspettati un comunicato nel quale chiarisse che i test possono svolgersi solo in strutture sanitarie pubbliche, sotto la direzione ed il coordinamento dell’ASL, e non “porta a porta”. Evidentemente il Sindaco Lombardi teme una brutta figura, dovendo rinnegare una iniziativa politica troppo affrettata, che ha prodotto soltanto uno spreco di 7.320,00 € in un comune pronto a dichiarare, tra qualche mese, il secondo dissesto finanziario. Vorrei allora fare alcune osservazioni, in merito a questi test rapidi. Nell’ordinanza emessa dal Sindaco è scritto chiaramente che i test rapidi non hanno alcun valore diagnostico e che, in caso di risultati dubbi o positivi, verrà richiesto il tampone per confermare l’esito positivo. Come sottolineato però anche dall’avvocato Angelo Cocozza, nell’intervista rilasciata al nostro weblog, mancando a monte il coordinamento e l’autorizzazione dell’ASL, ma quale struttura sanitaria pubblica avrebbe mai effettuato il tampone per confermare o meno una diagnosi di positività, data da un test rapido non autorizzato? Si sarebbe rischiato di avere un test rapido positivo o dubbio, senza avere la possibilità di una conferma o meno con il tampone e senza il potere di mettere quella persona in quarantena, col rischio di diffondere il contagio da COVID-19 se fosse stata effettivamente positiva. Avremmo dovuto appellarci soltanto al buon senso di quella persona, perché si mettesse spontaneamente in autoisolamento per due settimane! Altra osservazione riguarda il lavoro svolto dall’assistente sociale, proprio in merito ai test rapidi. Abbiamo già evidenziato che l’incarico conferito alla professionista è scaduto a metà marzo e che, sul sito istituzionale del comune non è stato sinora pubblicato alcun atto di proroga. Abbiamo quindi invitato il Sindaco Lombardi a provvedere o alla proroga dell’incarico o, nel caso fosse già stato conferito, all’immediata pubblicazione, nel rispetto della normativa sulla trasparenza. La trasparenza, Sindaco, quella normativa per cui l’ANAC vi ha diffidati più volte per il suo mancato rispetto. Il rilievo che abbiamo fatto sull’assistente sociale, di cui apprezziamo il lavoro svolto sia in occasione dei buoni alimentari che in questo dei test rapidi, per quanto l’iniziativa in sé ci ha visti contrari, non è di poco conto. Nella gestione dei test, infatti, è stato assegnato un ruolo chiave alla professionista. La stessa, da quello che possiamo capire dall’ordinanza e dai post del Sindaco, si trova a dover prendere le telefonate, trascrivere tutti i dati relativi alle prenotazioni per i test, fissare il giorno per l’esecuzione compatibilmente con la disponibilità dei sanitari volontari e ad annotare, a test eseguito, la data di somministrazione con l’esito, negativo o positivo, archiviando anche la ricevuta rilasciata in doppia copia. Capirete che l’assistente sociale si trova così a dover trattare una grossa mole di dati personali e sanitari, e senza un incarico formale da parte del comune si configurerebbe un illecito trattamento dei dati, in violazione del Codice della privacy. A tutela quindi della professionista, rinnoviamo l’invito al Sindaco a rispettare la trasparenza, pubblicando l’atto di proroga dell’incarico all’assistente sociale sul sito istituzionale del comune, e la privacy, autorizzando la dottoressa al trattamento di dati anche sensibili per il lavoro che svolge. Altra considerazione riguarda i 150.000 connazionali cui verranno somministrati gratuitamente, a partire dal 4 maggio, per il tramite delle ASL, i test sierologici forniti alla Protezione Civile Nazionale dalla multinazionale Abbott. Parliamo di test validati, con un livello di specificità superiore al 95%, non di quelli acquistati dal comune di Calvi Risorta. Il campione sarà selezionato da una platea di 2.000 Comuni, secondo i criteri fissati da Ministero della Salute e Istat, tenuto conto di sesso, sei fasce d’età e attività economica. I 2.000 comuni presi a riferimento, dovrebbero essere quelli che hanno avuto un alto numero di positivi accertati e di persone in quarantena ed in autoisolamento fiduciario, come Santa Maria Capua Vetere per quanto riguarda la nostra provincia. Crediamo per questo motivo che Calvi Risorta, con un solo caso di positività accertato, non verrà scelta tra i 2.000 comuni da cui estrarre il campione da sottoporre ai test. Se ciò dovesse invece avvenire, allora ci verrebbe il dubbio che ci sia stato nascosto qualcosa sull’effettivo numero di persone in quarantena ed in autoisolamento fiduciario a Calvi Risorta. Ne approfittiamo per ricordare al Sindaco che la nota della Protezione Civile, protocollo COVID 14171 del 16/03/2020, dà indicazioni, ai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, di trasmettere anche ai Comuni, “al fine di assicurare i servizi di assistenza alla popolazione”, tutti i dati sanitari necessari per effettuare le operazioni di controllo e di sorveglianza sanitaria. I dati comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione dell’ASL ai comuni riguardano la generalità, l’ubicazione e la data del tampone, per i soggetti positivi al Covid19, quelli in quarantena e quelli posti in isolamento fiduciario. Sono dati importanti che il Sindaco Lombardi avrebbe dovuto fornire quotidianamente alla cittadinanza, già a partire dal 16/03/2020, e alle forze di polizia per le attività di controllo. Gli rinnoviamo pertanto l’invito a farlo ad horas.

02/05/2020 12:07:23   87.1.88.102 - Vito Taffuri