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Calvi Risorta: PROCLAMI DI POLITICA ANTIMAFIA…MA I FATTI SCONFESSANO LOMBARDI

PROCLAMI DI POLITICA ANTIMAFIA…MA I FATTI SCONFESSANO LOMBARDI

Calvi Risorta: Dopo la sentenza del Consiglio di Stato n. 758 del 24/01/2019, che ha confermato i provvedimenti interdittivi emessi dalla Prefettura di Caserta, ad ottobre 2016, nei confronti della ditta “Fontana Giovanbattista s.r.l.” da Casapesenna, in questi giorni è tornata in voga la querelle sul caso degli appalti aggiudicati a tale ditta nel 2015, per la realizzazione della rete idrica e fognaria ed il completamento del secondo depuratore.Su facebook tiene banco un botta e risposta continuo tra l’attuale Sindaco Lombardi e l’ex Sindaco Marrocco, dove ognuno espone le proprie ragioni.Noi abbiamo dato voce a tutti e non neghiamo di essere stati sempre critici nei confronti delle modalità di affidamento e gestione di quell’appalto. Siamo stati forse i primi ad avere sospetti sul “pedigree” della ditta “Fontana” e a lanciare l’allarme, ma non possiamo tuttavia nemmeno negare i fatti, e cioè che la normativa di settore venne rispettata dagli uffici comunali. Semmai è tutto il sistema della gestione politico/amministrativa/giudiziaria che si è rivelato fallace, se dopo le richieste di certificazione antimafia, presentate a luglio 2015, non sono mai arrivate risposte dalla Prefettura e se i provvedimenti, emessi ad ottobre 2016, siano stati “validati” giudizialmente soltanto a gennaio 2019! Tempi troppo lunghi ed inconciliabili con quelli richiesti per la realizzazione dei lavori e la rendicontazione dei relativi finanziamenti. Quello che non ci convince affatto, invece, sono le dichiarazioni espresse dal Sindaco Lombardi e dalla sua maggioranza, in alcuni post sui social. Ci sta che nel gioco delle parti si accusi l’avversario, ma ciò andrebbe fatto quando, su quegli stessi argomenti, ci si muova da una posizione alta e inattaccabile che, purtroppo, l’amministrazione Lombardi non può vantare. E non può vantarla non perché abbiamo dubbi sull’onestà degli amministratori, è meglio chiarirlo subito per evitare possibili strumentalizzazioni, ma perché sono proprio i fatti concludenti che depongono per una gestione politico-amministrativa poco trasparente in materia di appalti pubblici. Più volte, ad esempio, abbiamo elencato dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio comunale (rete stradale, rete idrica e fognaria, edifici scolastici,…), eseguiti sempre dalle stesse ditte, senza alcuna rotazione degli incarichi, spesso senza la pubblicazione di un bando di gara e, quasi sempre, senza una determina di preventivo affidamento e impegno di spesa (o almeno senza che la stessa fosse pubblicata, come per legge, all’Albo Pretorio).Spesso abbiamo evidenziato il ricorso eccessivo (anzi, quasi esclusivo) all’istituto della proroga degli appalti in corso, anche in assenza di avvio delle procedure di gara per un nuovo affidamento.Non di meno ci siamo battuti perché venissero pubblicati gli atti di affidamento delle strutture sportive – non accatastate e che, in quanto tali, non potrebbero ricevere alcun certificato di agibilità – che non compaiono, invece, in nessuna sezione del sito istituzionale.Ed ancora, in campagna elettorale, l’attuale maggioranza presentò un programma nel quale dichiarava che la trasparenza sarebbe stata uno degli elementi caratterizzanti del proprio operato, mettendo al primo posto, tra gli obiettivi da raggiungere, “adesione alla stazione unica appaltante”. Al di là della circostanza che si trattasse di “pubblicità ingannevole”, visto che l’obiettivo era in realtà già stato raggiunto dal commissario Campini, il quale aveva aderito alla SAUP con delibera n. 11 del 7/10/2016, dobbiamo constatare, anche in questo caso e con una certa dose di amarezza, che ai proclami elettorali non sono seguiti i fatti.Mai una sola volta che si sia fatto ricorso alla SAUP di Caserta, né quando vi era l’obbligo (come per la gara di tesoreria) né quando sono stati frazionati appalti, con affidamenti ripetuti di pochi mesi. In quest’ultimo caso, ci riferiamo a servizi come lo smaltimento della frazione umido organica dei rifiuti, dove comuni che si sono rivolti alla SAUP sono riusciti a spuntare, dallo stesso gestore, prezzi migliori rispetto a quelli che l’affidatario pratica invece a Calvi Risorta, dove il servizio si affida con il sistema della proroga reiterata.Ma un precedente più di tutti fa sì che l’amministrazione Lombardi non possa ergersi su un piedistallo e dare lezioni agli altri sulla trasparenza delle gare d’appalto.L’affidamento, con tre ordinanze sindacali urgenti consecutive, del servizio di depurazione comunale, ad una ditta colpita da interdittiva antimafia (anche se poi riabilitata dalla Prefettura a distanza di alcuni mesi), in violazione delle disposizioni in materia di codice antimafia e protocollo di legalità. Non era possibile contrattare con quella ditta, ma il Sindaco non ha ritenuto, evidentemente, di dover visionare il certificato antimafia del gestore quando ha affidato i tre appalti in questione, dal valore complessivo di 49.500,00 €. Nel suo caso, inoltre, non si potrebbe nemmeno invocare, quale attenuante, l’inefficienza del sistema di verifica e comunicazione delle certificazioni antimafia che abbiamo rappresentato per “Fontana”. A decorrere dal 7/1/2016, infatti, è stata istituita ed è pienamente operativa la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia e, di conseguenza, la documentazione (comunicazione ed informazione antimafia) può essere acquisita mediante consultazione della Banca dati stessa da parte dei soggetti debitamente accreditati, ai sensi del Codice delle leggi antimafia. Sarebbe bastato dunque un click, una semplice interrogazione per conoscere, in tempo quasi reale, se la ditta fosse in regola o meno per poter svolgere il servizio. Ma qui sorge un dubbio bello grosso. Il commissario Campini prima e il Sindaco Lombardi poi, quali legali rappresentanti pro-tempore del comune, hanno mai provveduto a richiedere la concessione delle credenziali di accesso al sistema di rilascio automatizzato delle certificazioni antimafia B.D.N.A.? Se si, in che data? Se no, perché mai, visto che almeno Lombardi avrebbe voluto fare della trasparenza uno degli elementi caratterizzanti del proprio operato politico? Sarebbero gradite delle risposte da parte del Sindaco e dell’assessore ai lavori pubblici, ma dubitiamo che arriveranno mai. Come abbiamo scritto in precedenza, lungi da noi il pensare che ci possa essere stata della malafede o peggio ancora dolo in tutto questo marasma, ma l’assenza di trasparenza e le leggerezze commesse (in breve, l’incompetenza politico-amministrativa dimostrata in materia di appalti) non depongono, di certo, a favore dell’amministrazione Lombardi, facendo perdere di credibilità le accuse rivolte dalla stessa ai propri avversari politici.

06/02/2019 15:46:01   80.117.240.11 - Vito Taffuri