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LE «CAVALLETTE» DI FONTIVEGGE SVUOTANO OLTRE 50 GARAGE: COLPI IN TUTTA LA PROVINCIA, CINQUE ARRESTI DIRETTI DAL VICE QUESTORE AGGIUNTO RUSSO VIRGILIO DI ORIGINI DI CALVI RISORTA

Calvi Risorta- Perugia : Le «cavallette» di Fontivegge svuotano oltre 50 garage: colpi in tutta la provincia, cinque arresti diretti dal Vice Questore Aggiunto Russo Virgilio di origini di Calvi Risorta

Calvi Risorta- Perugia : Le «cavallette» di Fontivegge colpivano in tutta la provincia di Perugia. Sono infatti una cinquantina i colpi attribuiti a una banda che si occupava di razziare soprattutto garage sgominata dalla squadra Mobile della questura di Perugia venerdì, al termine di una complessa operazione andata avanti dieci mesi e illustrata sabato durante una conferenza stampa. Venerdì sono scattate le manette per cinque persone, due rumeni di 38 e 31 anni, e per tre moldavi di 23, 30 e 50 anni, quest’ultimo un camionista ammanettato a Ravenna mentre stava trasportando (legittimamente) del cibo; tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione. Complessivamente però le persone coinvolte sono più di dieci. Tutto inizia tra settembre e ottobre, quando i giornali (e le denunce delle persone) danno notizia dei tanti furti nei garage messi a segno a Perugia, specialmente nella zona di Madonna Alta, ma anche a Bastia, Foligno e Spoleto. Nel mirino ci sono soprattutto i grandi condomini, visto che le serrande non sono protette come quelle di una casa singola e data la possibilità di svuotare garage in serie.

MENO FURTI IN CASA, MA LA PAURA C’È. RECORD ARMI DA CACCIA

I colpi In pochi secondi la banda riesce a entrare e a razziare tutto quello che trova: biciclette, ovvero i pezzi più costosi e pregiati, canne da pesca attrezzi da lavoro e da giardinaggio, elettrodomestici ma pure cibo e olio. La polizia si mette a lavoro e nel corso dell’autunno mette le mani su due membri della banda, un rumeno e un lituano, arrestandoli, e recupera pure due auto, restituite ai proprietari insieme a materiale per oltre 30 mila euro. Dopo questi due arresti i furti, improvvisamente, si bloccano, e gli investigatori capiscono che la rete è più ampia: a febbraio allora scattano sette perquisizioni a carico di altrettante persone della banda, e grazie a ciò si scoprono due garage di Fontivegge in cui era stata stoccata la merce rubata per un valore di 10 mila euro. Proprio la zona della stazione era la ‘base’ della banda (guidata dal 38enne rumeno), dato che gli arrestati vivevano tutti qui, in certi casi nella stessa via; tutte persone dell’Est Europa, alcune di loro imparentate e in regola ma con qualche precedente alle spalle.

«Lo Stato c’è» A tutti loro il gip Lidia Brutti (a coordinare le indagini il pm Manuela Comodi) nell’ordinanza attribuisce «una serie indeterminata e innumerevole di reati», il che fa capire quanto ampio fosse il giro. La banda stava poi progettando quello che è stato chiamato «un ulteriore salto di qualità», cioè la spedizione della merce in particolare in Romania. Alla conferenza stampa hanno partecipato il questore Giuseppe Bisogno, il capo della Mobile Virgilio Russo e quello della Sezione criminalità organizzata della Mobile Adriano Felici. Proprio il questore, anche sulla base dei dati su furti e percezione della sicurezza, ha voluto lanciare un messaggio rassicurante: «La speranza – ha detto – è che i cittadini della provincia possano essere un po’ più sereni a proposito dell’intromissione nelle loro case, e che questi fenomeni si riducano sempre di più, anche perché sono quelli che creano forte allarme sociale. Non sempre è facile coglierli in flagranza e a volte, come in questo caso, sono necessari mesi per le indagini. Però dico ai cittadini di avere fiducia: le forze di polizia e lo Stato ci sono».

23/06/2018 13:45:27   79.31.61.212 - Comunicato Stampa

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