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Cronaca: Arresti Speciali

AVERSA SGOMINATO IL CLAN CATERINO

Aversa: AVERSA Sgominato il clan Caterino

Aversa: Nove esponenti di spicco del clan dei Casalesi, ritenuti legati gruppo di fuoco della fazione Caterino-Ferriero, sono stati arrestati dai carabinieri di Aversa , in esecuzione di decreti di fermo della Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. Tra gli arrestati figurano alcune persone contigue al gruppo di Giuseppe Setola, capo dell'ala stragista, arrestato nelle scorse settimane dai carabinieri del comando provinciale di Caserta e accusato di numerosi omicidi, tra cui l'uccisione, in una sartoria di Castelvolturno, di sei immigrati del Ghana, nonche' di attentati, per fini estorsivi, ai danni di imprenditori ed operatori commerciali dell'agro aversano.

In manette sono finiti gli imprenditori cesani Domenico Ferriero, 62 anni, e Michele Ferriero, 31 anni, padre e figlio, ritenuti tra i reggenti del clan; Nicola Scarano, 62 anni, e Michele Scarano, anch’essi padre e figlio, originari di Cesa ma residenti da lungo tempo a Gricignano, imparentati con i Ferriero; Armando Casanova, 27 anni, di Trentola Ducenta; Vittorio Di Giorgio, 38 anni, di Napoli; Luca Bove, 27 anni, residente a Cesa e domiciliato a Gricignano, cognato di Michele Ferriero; e i fratelli Salvatore Pota, 26 anni, Nicola Pota, 29 anni, di Aversa, quest’ultimo già autore dell’omicidio del tabaccaio Giovanni Tonziello, avvenuto ad Aversa, in zona Savignano, nel 2001, e che al momento della cattura era armato di un fucile mitragliatore kalashnikov, pronto probabilmente per eseguire qualche spedizione punitiva.I carabinieri, a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, hanno raccolto consistenti elementi di prova nei confronti degli arrestati, ritenuti mandanti e esecutori materiali di tentativi di omicidio ed attentati dinamitardi.

Nello specifico, le accuse riguardano il tentato omicidio di Tammaro Scarano, avvenuto il 7 agosto 2008 in via dei Gigli a Cesa, quando il giovane fu raggiunto, mentre era nella sua Lancia Y fu raggiunto da decine di colpi di pistola, ma si salvò per miracolo riuscendo a scappare verso casa. Destino più crudele, invece, per suo fratello Vincenzo, ucciso lo scorso 8 gennaio in via Matteotti, mentre era nella sua Fiat Punto dopo che era uscito dal bar Sweet Coffee. Altro tentato omicidio oggetto d’accusa è quello a danno dell’imprenditore Vincenzo Esposito, lo scorso 20 settembre, quando anch’egli riuscì a sopravvivere per miracolo, nonostante fosse stato raggiunto alla nuca da alcuni proiettili.

Infine, l’attentato dinamitardo alla concessionaria “Tony Car”, situata nei pressi del cimitero di Cesa, compiuto nell’agosto 2008. Ognuno degli arrestati ha avuto un preciso ruolo nei tre capi d’accusa. Michele Scarano e Nicola Pota, secondo le indagini, posizionarono gli ordigni esplosivi presso la concessionaria “Tony Car”. Ordigni detenuti da Nicola Scarano. Casanova, Di Giorgio, Salvatore Pota e Bove, invece, presero parte ai tentati omicidi di Scarano ed Esposito.Un anno fa aveva finito di scontare sette anni per concorso in omicidio, ma si era subito rimesso al lavoro e sarebbe coinvolto in due tentati omicidi e un attentato dinamitardo.

Questo il profilo di Nicola Pota, uno dei nove affiliati al clan dei casalesi arrestati Pota era infatti gia' stato condannato per concorso nell'omicidio del tabaccaio Giovanni Tonziello, ucciso davanti al figlio di dieci anni durante un tentativo di rapina il 31 luglio del 2001 ad Aversa . Pota, trovato, al momento della cattura, in possesso di un Il fucile mitragliatore Kalashnikov. aveva scontato sette anni di reclusione per il delitto ed era stato scarcerato nel gennaio 2008 ma si era rimesso in attivita' con il clan dei casalesi e sarebbe responsabile di duplice tentato omicidio e di un attentato dinamitardo, oltre che di associazione camorristica. L'uomo e' stato fermato a bordo di una Fiat Idea, risultata rubata a Nocera, in provincia di Salerno,nella quale nascondeva il fucile mitragliatore kalashnikov, di cui parlavamo prima, con numerose cartucce. Secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri di Aversa, diretti dal tenente colonnello Francesco Marra e coordinate dalla DDA partenopea, Pota, e' ritenuto affiliato al clan Caterino-Ferriero, in lotta da anni con il gruppo capeggiato da Amedeo Mazzara.

06/02/2009 19:09:01   151.80.14.62 - www.casertace.it

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