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Cronaca:

LA DITTA FONTANA NON POTRA’ PIÙ’ LAVORARE PER GLI ENTI PUBBLICI LO HA STABILITO IL CONSIGLIO DI STATO

Calvi Risorta: LA DITTA FONTANA NON POTRA’ Più’ LAVORARE PER GLI ENTI PUBBLICI LO HA STABILITO IL CONSIGLIO DI STATO

Calvi Risorta: Il Consiglio di Stato ha confermato definitivamente l'interdittiva antimafia a carico della ditta Giovanbattista Fontana. La sentenza riforma quella emessa dal TAR Campania nel giugno 2017 che annullava i provvedimenti della Prefettura di Caserta e del Comune di Calvi Risorta. Abbiamo dato voce a tutti anche alla ditta Fontana, rispettando l'art.21 della Costituzione Italiana. Buona lettura.


QUESTA E LA STORIA

Articolo di www.calvirisortanews.it del 27/10/2016 10:04:16

Calvi Risorta: LA GRANDE RIVINCITA DI VITO TAFFURI. LA DITTA FONTANA FINALMENTE DESTINATARIA DELL’INTERDITTIVA ANTIMAFIA

Calvi Risorta: In una lettera del 29 gennaio 2016, rivolta al Prefetto di Caserta dr. Arturo De Felice, Vito Taffuri, editore di Calvirisortanews, faceva notare allo stesso le incongruenze nel contratto di appalto stipulato dal Comune di Calvi Risorta con la ditta Fontana Giovanbattista, in merito alla ristrutturazione della rete idrica e di depurazione comunale, tra le quali spiccava, eclatante, eclatante la parentela diretta di Antonio Giovanbattista, figlio del defunto titolare, e Luciano Licenza, affiliato al clan Zagaria e collaboratore di giustizia. Oltre che a far trasparire il tempo eccessivo nel dare risposta da parte dell’ufficio prefettizio alla richiesta di certificazione antimafia, che nel tempo di 45 giorni non era stato in grado di provvedere, tempo però che aveva permesso alla ditta di giovarsi del silenzio-assenso e procedere con un’autocertificazione, nella nota si precisava che il sig. Licenza, coinvolto nell’operazione Medea, che aveva portato in galera molti personaggi politici casertani, era lo zio diretto di Antonio Giovanbattista, titolare della ditta in questione. Sempre in quell’occasione, si chiedeva al prefetto di svolgere gli opportuni accertamenti. A quanto è dato da capire, solo in data 20/10/2016 è stato emesso il provvedimento interdittivo antimafia, recepito nell’atto del commissario prefettizio il Vice Prefetto dott. Umberto Campini, che ha risolto il contratto con la ditta. In precedenza, vari e numerosi erano stati gli avvertimenti dati dal estensore della lettera a Giovanni Marrocco, allora sindaco di Calvi Risorta, tutti volti a mettere in guardia l’amministrazione civica di Calvi dal procedere all’aggiudicazione. Da “calvirisortanews”, 22 luglio 2015: “A Calvi Risorta, il sindaco Giovanni Marrocco non deve essersi accorto di un nome che lega in questi giorni il Comune con l’ordinanza Medea (quella che ha portato all’arresto di mezza classe politica e imprenditoriale della provincia di Caserta). L’Amministrazione calena, lo capiamo bene, è impegnata in un’operazione meritoria che mira a ripulire parte della prestigiosa e preziosissima area archeologica locale, ma questo non giustifica delle piccole leggerezze che, se non curate in tempo come la proverbiale febbricola, potrebbero sfociare in patologie della macchina amministrativa ben più gravi e inestirpabili. Sì, perché se quel Giovanbattista Fontana che appare in molte pagine dell’ordinanza Medea dovesse essere lo stesso Giovanbattista Fontana che si sarebbe appena aggiudicato l’appalto per la costruzione del nuovo depuratore a Calvi, sarebbero davvero dolori per le facce da bravi ragazzi dell’Amministrazione di Calvi Risorta.” Proseguiva poi l’articolo: “Forse Marrocco non ha ancora letto l’ordinanza Medea, e nemmeno i suoi uomini di maggioranza (e opposizione) pare abbiano tanta dimestichezza con gli atti giudiziari. Siamo sicuri che Marrocco ascolterà questo nostro campanello d’allarme e congelerà, se davvero è stata vinta da Giovanbattista Fontana, quella gara per il depuratore di Calvi. Se così non dovesse essere, beh, allora quella “trasparenza” che si sentiva in campagna elettorale era riferita solo ai vetri dietro ai quali si nascondevano personaggi pronti a vincere gli appalti in provincia di Caserta e anche nella legalitaria Calvi Risorta di Marrocco e maggioranza bella.” Di fronte alla noncuranza e, col senno del poi, alla superficialità assoluta della giunta Marrocco, a distanza di un mese arriva la seconda bordata del giornale, che mette definitivamente fine alle dicerie: “Calvi Risorta: L'AVEVAMO DETTO UN MESE FA, LA DITTA FONTANA COMPARE NELL'ORDINANZA MEDEA, MA VINCE LE GARE AL COMUNE DI CALVI. Calvi Risorta: In uno stralcio di un'intercettazione telefonica si parla di Giovambattista Fontana, con esplicito riferimento a quel gruppo imprenditoriale che si è aggiudicato l'appalto per alcuni lavori a Calvi Risorta, per la rete idrica e depuratori. Sarebbe proprio lo stesso apparato manageriale che viene coinvolto nelle carte giudiziarie del faldone Medea. Calvirisortanews lo aveva scritto già a luglio, tra la pericolosa strafottenza di chi crede che lo status di amministratore sia un antico diritto feudale, che assolve e dissipa ogni culpa in vigilando. Invece, ancora una volta, le carte sembrano darci ragione (noi le leggiamo sul serio anche in pieno agosto, a differenza di chi amministra e non lo fa nemmeno quando la sua carica politica glielo impone). Il gruppo Fontana, quindi, sarebbe presente a Calvi in qualità di asset imprenditoriale che vince le gare con impressionante facilità, pur non avendo la certificazione antimafia in ordine e poi farebbe più volte capolino nell'ordinanza Medea: quella che ha portato all'arresto di mezza classe politica casertana e ha evidenziato un sistema di oleose cointeressenze tra imprenditori e, addirittura, alcune giornaliste di autorevoli quotidiani. Riportiamo in basso il nostro articolo di luglio, nella speranza che, tra un comunicato stampa sui bimbi che giocano sullo scivolo e qualche foto imbarazzante all'apertura di un cantiere con altre ditte prive di certificati di trasparenza, questa Amministrazione si sieda a leggere almeno le prime tre pagine degli atti giudiziari. Essere eletti, in un moderno sistema di democrazia rappresentativa, non significa solo rispondere al telefono quando chiama il sindaco per lanciare il solito diktat: "non date retta ai giornalisti, quelli v'inguaiano". Evidentemente, a Calvi Risorta, c'è chi ha saputo inguaiarsi da solo, nonostante i campanelli di allerta, suonati da calvirisortanews. Ora, sarebbe il caso di accedere agli atti del Comune di Calvi con una commissione apposita. In soli tre mesi ci troviamo a segnalare il quarto caso di appalto sospetto.” Ci voleva il dr. Umberto Campini, commissario prefettizio, a porre una pietra tombale sull’amministrazione Marrocco con una sua delibera? “DATO ATTO che in data 20/10/2016 prot. n. 0069479 si acquisiva dalla Prefettura di Caserta, nota dalla quale emergeva che nei confronti dell’impresa Fontana Giovanbattista srl veniva emesso provvedimento interdittivo antimafia in quanto dallo stesso si evince: "allo stato degli accertamenti, sussistono le situazioni di cui all'art.84, comma 4 e all'art. 91, comma 6 del D. Lgs 6/9/2011 n. 159" Evidentemente si.


Ecco il Comunicato stampa di allora dell’ex amministrazione civica Marrocco del 7 Luglio 2016

LE VERITÀ (S)COMODE EX AMMINISTRAZIONE MARROCCO, nel luglio 2017

Con sentenza del 7 giugno 2017, il T.A.R. della Campania accoglie il ricorso della “famigerata”, per alcuni, ditta Giovanbattista Fontana, annullando i provvedimenti della Prefettura di Caserta e del Comune di Calvi Risorta. La stessa resta, al momento, l’aggiudicataria dei lavori di ristrutturazione e completamento della rete idrica e fognaria. Nella sentenza si legge “…il fatto che la società -OMISSIS- di -OMISSIS- nato nel -OMISSIS- risulti menzionata nell’ordinanza cautelare relativa all’indagine denominata Medea, senza che, poi, nella medesima ordinanza risulti in nessuna altra parte menzionato il predetto -OMISSIS- -OMISSIS-, nato nel -OMISSIS-, e si abbiano, invece, riferimenti ad (altro) -OMISSIS-, nato nel -OMISSIS-, legale rappresentante della -OMISSIS-, destinatario di una misura cautelare detentiva proprio nell’ambito della operazione Medea, sia ascrivibile ad un errore di identificazione e ad un caso di omonimia.” “…la misura interdittiva disposta dalla Prefettura di Caserta in danno della società ricorrente non risulta fondata su elementi obiettivi e univoci nel senso della (anche solo) probabile esposizione a condizionamento mafioso della compagine sociale... per l’insussistenza di elementi significativi, in termini di controindicazioni ai sensi della legislazione antimafia…” Passaggi importanti, perché il buon nome dell’AMMINISTRAZIONE MARROCCO, in questi mesi, è stato più volte messo alla gogna, con attacchi a dir poco ingiuriosi e diffamatori, provenienti sia dal gruppo UNITI PER LA RINASCITA CALENA, cioè l’amministrazione in carica retta da Giovanni Lombardi, sia dall’attuale giornalaio di fiducia di questa, per aver aggiudicato (secondo loro) APPALTI ALLA CAMORRA. (Nemmeno fossimo ai tempi in cui gli appalti venivano aggiudicati alle ditte facenti capo a Setola, cui venivano pagate somme per lavori mai eseguiti, come accertato dalla Corte dei Conti). Quello che deve essere chiaro, però, è che al di là di una sentenza che ha smontato tanti falsi teoremi, nulla sarebbe cambiato anche se l’esito del giudizio fosse stato differente: nel pieno rispetto delle procedure di gara, del Codice dei Contratti e della normativa antimafia, infatti, l’AMMINISTRAZIONE MARROCCO è riuscita ad avviare i lavori entro il termine perentorio del 31/12/2015, garantendo così che il comune non perdesse un importante finanziamento da 3 milioni di €, oggi rifinanziato dalla Regione per la tranche di completamento di 1.917.630,71 €. Se al nostro posto ci fosse già stata, invece, l’amministrazione Lombardi e se questa avesse operato così come accusava Noi di non aver fatto, a quest’ora i 3 milioni di € per lo sviluppo infrastrutturale della nostra comunità sarebbero andati in fumo: alla faccia della loro tanto decantata competenza amministrativa!!! Ribadiamo perciò con forza, anche se non avevamo bisogno di questa sentenza per affermarlo, che L’AMMINISTRAZIONE MARROCCO HA SEMPRE OPERATO NELLA LEGALITÀ E NELL’INTERESSE ESCLUSIVO DELLA COMUNITÀ, NON HA MAI FATTO PATTI CON NESSUNO e, soprattutto, NON HA MAI CHIESTO NULLA IN CAMBIO, rinunciando anzi anche alle proprie indennità di funzione per l’intero mandato (vedremo se gli attuali amministratori faranno altrettanto)!!! VOI, UNITI PER LA RINASCITA CALENA, avete usato armi subdole e meschine. BASSEZZE MORALI che miravano ripetutamente ad offendere la persona e non il politico Giovanni Marrocco, non lesinando discrediti e maldicenze, per ottenere un proprio tornaconto politico. IL VOSTRO BASSO LIVELLO, MORALE E POLITICO, viene dimostrato una volta di più oggi, quando a fronte di una sentenza che abbatte ogni illazione, non avete saputo proferire una sola parola di scuse verso i cittadini e la comunità calena offesa, prima ancora che verso l’amministrazione Marrocco. NOI, abbiamo una dignità morale da difendere e della quale andiamo fieri e a testa alta, NON ABBIAMO BISOGNO DI “FAVORI”, NON FACCIAMO COMPROMESSI, NÈ NELLA VITA PRIVATA, NÈ IN QUELLA PROFESSIONALE. LA NOSTRA ONESTÀ È TANGIBILE!!! IN 20 MESI DI AMMINISTRAZIONE ABBIAMO FATTO LA NOSTRA PARTE, CON FATICA, MA ONESTAMENTE. ADESSO TOCCA A VOI!!! NOSTRO COMPITO SARÀ QUELLO DI VIGILARE, AFFINCHÈ LA LEGALITÀ VENGA COSTANTEMENTE RISPETTATA IN OGNI SINGOLO ATTO E AZIONE POLITICA, COSÌ COME ABBIAMO SEMPRE FATTO NOI.

EX AMMINISTRAZIONE MARROCCO




COMUNICATO STAMPA DELLA GIUNTA RETTA DA GIOVANNI LOMBARDI DEL 01 FEBBRAIO 2019


L’Amministrazione Comunale, 01 febbraio 2019

Confermata l'interdittiva antimafia. Fresca di ore la notizia che il Consiglio di Stato ha confermato definitivamente l'interdittiva antimafia a carico della ditta Giovanbattista Fontana.

L'odierna sentenza riforma quella emessa dal TAR Campania nel giugno 2017 che annullava i provvedimenti della Prefettura di Caserta e del Comune di Calvi Risorta e che veniva salutata dalla ex Amministrazione Marrocco come coerente al loro precedente scellerato operato.

In un comunicato del luglio 2017 Marrocco esultava per il risultato ottenuto da Fontana al TAR tanto da fargli scrivere... il TAR della Campania accoglie il ricorso della "famigerata", per alcuni, ditta Giovanbattista Fontana...

Una ditta in odore di camorra che Marrocco fa fatica a definire famigerata! Fontana un galantuomo da non infangare! Noi eravamo i cattivi che volevano a tutti i costi il certificato antimafia... direbbe qualcuno... ma mi faccia il piacere!!!

Per non parlare dei lavori di ristrutturazione e completamento della rete idrica affidati dall'amministrazione Marrocco proprio al Fontana. Avremmo voluto una vigilanza attenta e scrupolosa sull'esecuzione dei lavori. Purtroppo è sotto gli occhi di tutti lo scempio e le condizioni in cui sono state abbandonate le strade del nostro paese.

Con l'emanazione di questa sentenza, finalmente, si potrà recuperare e riutilizzare il finanziamento per rimediare agli ingenti danni causati dall'amministrazione Marrocco ed alle superficialità e leggerezze nell'amministrazione a cui ci aveva abituato! Con il sacrificio e la comprensione di tutti si sta risalendo pian piano la china. Siamo sulla buona strada... basta non demordere e continuare ad ispirarci ed a credere negli stessi principi: onestà, competenza e trasparenza!

L’Amministrazione Comunale GIOVANNI LOMBARDI



PUBBLICHIAMO ULTIMISSIMA RISPOSTA DELL'EX SINDACO GIOVANNI MARROCCO DEL 01 FEBBRAIO 2019
ENTRA NEL MERITO DELL'APPALTO

UN’AMMINISTRAZIONE DI MISTIFICATORI.
LOMBARDI E LA SUA “BANDA” CAMPIONI DI BASSEZZE POLITICHE

Sin dal 2016, e ancor di più nell’ultima campagna elettorale, abbiamo assistito, da parte della “banda” Lombardi, ad infondati e mirati attacchi, politici ma più spesso personali, nei confronti dell’amministrazione Marrocco, rea di aver appaltato, nel pieno rispetto del codice degli appalti e della normativa antimafia, i lavori di ristrutturazione e completamento della rete idrica e del depuratore comunale ad una ditta che, a distanza di17 mesi dall’aggiudicazione, ha ricevuto una interdittiva antimafia. Tale interdittiva è stata dapprima annullata dalla giustizia amministrativa di primo grado per essere poi confermata, nei giorni scorsi, dal Consiglio di Stato. L’attuale maggioranza ne ha approfittato per pubblicare un comunicato con il quale, rigirando la frittata a proprio uso e consumo, ha rinnovato una serie di accuse immotivate e fuori luogo nei confronti dell’amministrazione Marrocco, cercando di infangarne nuovamente l’operato e, soprattutto, di screditare il buon nome dei consiglieri di maggioranza dell’epoca. É bene chiarire dunque come stanno i fatti, prima di esprimere le dovute valutazioni al riguardo. Con determinazione n. 360 del 13.05.2015, si provvedeva a dichiarare l'aggiudicazione definitiva dei lavori a favore della ditta “Fontana Giovanbattista s.r.l.” e, in data 16.09.2015, veniva sottoscritto il contratto di appalto. In data 21.10.2015 venivano consegnati i lavori e gli stessi, in data 30.12.2015, venivano sospesi in quanto non vi era certezza di finanziamento, atteso che gli interventi, secondo le indicazioni regionali, dovevano essere chiusi, quietanzati e rendicontati entro il 31.12.2015. Il 30.03.2016 cade l’amministrazione Marrocco, a seguito dell’accoglimento del ricorso elettorale proposto da Lombardi al Consiglio di Stato, e si insedia il commissario prefettizio. Con determinazione regionale n. 132 del 9 agosto 2016, i lavori vengono nuovamente finanziati, a valere sui fondi POR 2014/2020, per € 1.917.630,71. In data 20/10/2016 il comune riceve dalla Prefettura di Caserta un provvedimento interdittivo antimafia nei confronti della ditta “Fontana Giovanbattista s.r.l.”, ed il Commissario, con deliberazione n. 47 del 25.10.2016, risolveva il contratto d’appalto, dando mandato al responsabile tecnico di interpellare i soggetti che avevano partecipato all'originaria procedura di gara, al fine di stipulare un nuovo contratto per l'affidamento del completamento dei lavori. Con sentenza del 7 giugno 2017 il TAR della Campania ha annullato i provvedimenti interdittivi emessi dalla Prefettura di Caserta a carico della ditta Fontana. Con sentenza 758 del 24/01/2019, il Consiglio di Stato riforma la precedente sentenza del TAR Campania e conferma i provvedimenti interdittivi della Prefettura. Riassumendo: NEL PIENO RISPETTO DELLE PROCEDURE DI GARA, DEL CODICE DEI CONTRATTI E DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA, L’AMMINISTRAZIONE MARROCCO È RIUSCITA AD AVVIARE I LAVORI ENTRO IL TERMINE PERENTORIO DEL 31/12/2015, garantendo così che il comune non perdesse un importante finanziamento da 3 milioni di €, rifinanziato dalla Regione per la tranche di completamento di 1.917.630,71 € ad agosto 2016. Se al nostro posto ci fosse già stata, invece, la competente “banda” Lombardi e se questa avesse operato così come accusava noi di non aver fatto, cioè attendere una risposta da parte della Prefettura, richiesta ma pervenuta solo ad ottobre 2016, a quest’ora i 3 milioni di € per lo sviluppo infrastrutturale della nostra comunità sarebbero andati in fumo; dal 20/10/2016 ad oggi, con i lavori rifinanziati già il 9 agosto 2016, non sono mai stati interpellati i soggetti che avevano partecipato all'originaria procedura di gara, al fine di stipulare un nuovo contratto per l'affidamento del completamento dei lavori; sono due anni e mezzo dunque che, a lavori rifinanziati, il Commissario prima e Lombardi poi, non hanno fatto nulla per consentire la ripresa dei lavori, mettendo in sicurezza le strade, nel frattempo sprofondate, e soprattutto completando un secondo depuratore che, unitamente a quello già attivo, avrebbero consentito di servire tutta la cittadinanza, garantendo sia la salvaguardia dell’ambiente che maggiori entrate per il bilancio comunale, con la possibilità di ridurre le tariffe idriche, aumentate nel frattempo del 55% (IVA compresa); il Sindaco, per evitare le responsabilità personali legate ai danni ambientali causati dalla mancata ripresa dei lavori e dal completamento del depuratore (per sola inerzia politico-amministrativa), emette l’ordinanza n. 75 del 18/12/2018 con la quale impone a tutta la cittadinanza di dotarsi di fosse imhoff o a tecnologia equivalente (spendendo almeno 1.000,00 €) e, a quelli residenti in località Petrulo, di non espletare più i propri bisogni fisiologici fino a completamento del depuratore!!! Definiti così i fatti, supportati da documentazione probante, dobbiamo prendere atto degli intenti mistificatori della “banda” Lombardi, la quale afferma che nel comunicato da me pubblicato nel luglio del 2017, all’indomani della sentenza di annullamento dell’interdittiva da parte del TAR, avrei fatto fatica a definire “famigerata” una ditta che sarebbe stata in odore di camorra e che il buon nome di Fontana non doveva essere infangato. Le gravi affermazioni contenute nel comunicato della maggioranza – che riporta frasi assenti nel mio comunicato dell’epoca ma frutto soltanto di una personale interpretazione di infimo tenore politico – saranno ovviamente inviate in Procura perché si accertino gli eventuali reati di diffamazione e/o di calunnia. Detto ciò, è sorprendente come questa “banda” di mistificatori della verità ometta di riportare il seguente passaggio chiave del mio comunicato del 2017: “QUELLO CHE DEVE ESSERE CHIARO, PERÒ, È CHE al di là di una sentenza che ha smontato tanti falsi teoremi, NULLA SAREBBE CAMBIATO ANCHE SE L’ESITO DEL GIUDIZIO FOSSE STATO DIFFERENTE: NEL PIENO RISPETTO DELLE PROCEDURE DI GARA, DEL CODICE DEI CONTRATTI E DELLA NORMATIVA ANTIMAFIA, INFATTI, L’AMMINISTRAZIONE MARROCCO È RIUSCITA AD AVVIARE I LAVORI entro il termine perentorio del 31/12/2015, garantendo così che il comune non perdesse un importante finanziamento da 3 milioni di €”. Ed è proprio quello che è successo ora: il Consiglio di Stato conferma i provvedimenti interdittivi nei confronti della ditta “Fontana” (bene diciamo noi), ma resta il fatto che con l’Amministrazione Marrocco sono state rispettate tutte le disposizioni in materia di appalti e di normativa antimafia, salvaguardando un finanziamento da 3 milioni di €! Sfido Lombardi a dire il contrario, citando eventuali norme che sarebbero state violate, invece di esprimersi per sciocchi slogan ad uso dei suoi followers. Vediamo, a questo punto, come i suddetti signori, che dicono di ispirarsi e credere nei principi di “onestà, competenza e trasparenza”, hanno gestito gli affidamenti di lavori, servizi e forniture da giugno 2017 ad oggi. Siamo indotti a pensare che molti lavori di manutenzione vengano eseguiti dietro un ordine telefonico o verbale, visto che all’Albo Pretorio non si trovano le relative obbligatorie determine di affidamento e di impegno spesa (si vedano, ad esempio, i loro comunicati facebook del 23/10/2018, del 6/11/2018, del 1/1/2019 e del 21/1/2019). I lavori vengono eseguiti sovente dalle stesse ditte, senza alcuna rotazione degli incarichi. In una di queste è titolare di una quota persino il cognato del cognato del Sindaco, cosa quanto meno inopportuna. Gli affidamenti per alcuni servizi vengono artificiosamente frazionati (vedi il servizio di depurazione) e ciò impedisce il ricorso alla Stazione appaltante Unica della Provincia di Caserta. Altre volte non si ricorre alla SAUP poiché viene erroneamente quantificato il valore dell’appalto, vogliamo credere per una non scusabile ignoranza della normativa in materia, cioè per incompetenza (si veda la gara per il servizio di tesoreria, nella quale non si tiene conto della possibilità di proroga e degli interessi passivi per anticipazione). Il Sindaco ha affidato in via diretta, senza alcuna gara ma con tre ordinanze sindacali consecutive, il servizio di depurazione ad una ditta che, all’epoca, era già colpita da informativa antimafia, caso di una gravità assoluta, mille volte più censurabile dell’appalto aggiudicato, nel pieno rispetto delle norme, alla ditta “Fontana”, di cui si riempie la bocca. Strutture sportive vengono gestite da società senza che i relativi atti di affidamento siano pubblicati all’Albo Pretorio.Alcuni contratti sono scaduti senza che fossero nuovamente appaltati, ma i servizi continuano ad essere resi, generando così debiti fuori bilancio. Fermo restando che sull’onestà delle persone mai mi permetterò di sindacare (come invece insinua la maggioranza nei propri beceri comunicati), fino a che non ci sia una sentenza definitiva che dica il contrario, le modalità di attacco politico di Lombardi sono ad evidenza mistificatrici e, per ciò stesso, disoneste. Di sicuro, però, la “competenza” e la “trasparenza” sono principi ispiratori che non vi appartengono affatto, cari amministratori.

IL CONSIGLIERE COMUNALE
DOTT. GIOVANNI MARROCCO





01/02/2019 22:26:26   79.12.33.103 - Vito Taffuri

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